Dischi rigidi a confronto

Quale tecnologia è meglio scegliere per gli hard disk del proprio computer? Un disco tradizionale a tecnologia magnetica (HDD), uno di nuova generazione allo stato solido (SDD) o un disco ibrido (SSHD)? Ecco vantaggi e svantaggi per ognuna di queste soluzioni. Indipendentemente dalla tecnologia adottata, comunque lo scopo dei dischi rigidi è sempre lo stesso: archiviare dati e programmi dell'utente.

Ogni soluzione ha però caratteristiche specifiche. Vediamole velocemente nel dettaglio.

Costi

Cominciamo col fattore economico. I dischi allo stato solido sono la soluzione più dispendiosa in termini di costo per ogni Gbyte di spazio.

In media, il costo al Gbyte per un disco allo stato solido di ultima generazione è dieci volte superiore a quello di un disco tradizionale magnetico. Le unità allo stato solido compensano il maggior costo fornendo prestazioni quattro o cinque volte superiori a quelle dei dischi magnetici e ibridi con regimi di rotazione di 5.400 rpm (velocità tipica per le unità con grande capacità). I tempi di avvio e caricamento si riducono in modo drastico e la reattività del sistema migliora in modo evidente.

Capacità

I dischi tradizionali magnetici offrono capacità molto superiori rispetto ai dischi allo stato solido. Le unità magnetiche sono disponibili in tagli massimi da 6 Tbyte, mentre i dischi allo stato solido raggiungono capacità di 2 Tbyte per il mercato dei consumatori, mentre per il mercato dei professionisti si superano i 4 Tbyte.

Durata

Per quanto riguarda la durata, i dischi allo stato solido godono del vantaggio di non avvalersi di parti meccaniche in movimento soggette a usura e a possibili guasti, soprattutto nel caso di urti o cadute. Le celle flash sono comunque soggette anche loro a usura: ogni ciclo di scrittura degrada progressivamente la capacità della cella di mantenere la corretta informazione al suo interno.

Rumorosità e consumi

Punti a favore dei dischi allo stato solido sono quelli relativi alla rumorosità e ai consumi. Non avendo parti in movimento i dischi allo stato solido consumano meno dei dischi tradizionali magnetici. Per quanto riguarda l'emissione di calore i dischi allo stato solido scaldano in media meno dei dischi magnetici, anche se durante intense fasi di scrittura i chip di memoria possono raggiungere picchi di calore molto simili a quelli dei dischi magnetici.

Invecchiamento

Gli hard disk magnetici invecchiano lentamente, in quanto utilizzano una tecnologia consolidata e che si evolve a piccoli passi. Per quanto riguarda i dischi allo stato solido invece, ad ogni cambio generazionale le prestazioni migliorano di molto, quindi unità vecchie anche solo di una generazione possono considerarsi obsolete.

Conclusioni

A mio avviso, se non si hanno particolari esigenze, i dischi tradizionali magnetici sono ancora un’ottima soluzione. La tecnologia dei dischi allo stato solido è sicuramente valida, ma è ancora giovane e deve ancora evolversi e consolidarsi.

Oppure hai ancora dubbi e semplicemente vuoi approfondire l'argomento? Contattami liberamente, senza alcun impegno, per un preventivo gratuito di consulenza personalizzata.

Nella sessione studiata su misura per te sarò a tua completa disposizione fornendoti risposte chiare, immediate e precise.

Consulenze telefoniche o per posta elettronica prevedono un costo.

L'autore

Mi sono laureato in informatica presso l'università degli studi di Milano. Da sempre mi occupo di informatica e programmazione.
Da qualche anno sono diventato un blogger e collaboro con alcune testate on-line.
Ho al mio attivo anche alcune pubblicazioni on-line.
Alessio Arrigoni - CONSULENTE INFORMATICO
POSTA: info@alessioarrigoni.it
PRIVACY | P.I. 02752540134