lunedì 11 dicembre 2017

Come aumentare la resa del sito web

È fuori di dubbio che per avere un sito internet che sia in grado di dare i suoi frutti dobbiamo spendere tempo e avere molta pazienza. Se abbiamo in testa ancora l’idea che basta metterlo on-line e aspettare che i risultati arrivino, forse è meglio non avere nemmeno il sito e risparmiare qualche soldo.

Fatta questa importante premessa, perché il sito renda deve essere ben progettato, rispondere ai requisiti di usabilità, essere intuitivo nella navigazione, mettere gli utenti nella condizione di trovare facilmente ciò che cercano, e soprattutto essere interessante e rispondere alle loro aspettative fornendo la soluzione alle risposte che cercano.

Detto questo vediamo qualche semplice trucchetto che può fare la differenza.

Call to action, ovvero invito all’azione, chiaro e stimolante

Ci siamo mai chiesti quale sia la differenza tra scrivere "maggiori dettagli" e scrivere "scopri le caratteristiche complete", fra inserire un link testuale che si perde tra le righe del sito ed un bottone esplicito "contattaci ora", fra scrivere "richiedi preventivo" e scrivere "richiedi un preventivo gratuito"? L'efficacia.

Si parla pur sempre di statistiche, ma intanto cominciamo a dare del "tu" al nostro ospite, usiamo un linguaggio più convincente, chiediamo di fare ora ciò che potrebbe rimandare a mai più, e soprattutto facciamo subito capire cosa accadrà cliccando quel bottone. Meglio scrivere "vai alla cassa" che scrivere "passo successivo", evitiamo di creare dubbi o incertezze. Cominciamo a mettere in atto questi cambiamenti, e tra i grandi numeri ne vedremo i benefici.

Chat online

Particolarmente indicata per e-commerce, ma non solo, è l'ideale per convincere l'utente a fare subito la propria mossa.

L'idea che dall'altra parte ci sia una persona in carne ed ossa che potrà fornire subito una risposta ai suoi dubbi è molto persuasiva, e credeteci che sarà in grado di dare un'impennata al livello di interazione del nostro sito web.

Ma se non possiamo garantire una risposta in tempi rapidi, nessun problema: facciamo comunque credere che ci sia qualcuno, mettendo la chat offline solo quando per lungo tempo non avremmo possibilità di rispondere. In questo modo, per iniziare la conversazione, chiederemo al visitatore di lasciare nome e indirizzo di posta elettronica, e nella maggior parte dei sono propensi a farlo una volta che hanno deciso di chattare con noi, che chiaramente potremo poi sfruttare per contattarlo in modalità differita. Attenzione però a non usare queste informazioni per inviare newsletter, sarebbe alquanto deleterio.

Popup temporizzati

I popup a comparsa sono strumenti utili soprattutto per far leggere qualcosa di particolare all'utente o, tecnica questa molto usata ed anche abusata, farlo iscrivere ad una mailing list per future campagne di email marketing. Tendenzialmente funzionano, a patto di rispettare alcune regole:

  • Disabilitiamoli nella versione mobile, o quanto meno troviamo i giusti accorgimenti tecnici affinché l'utente non sia impedito nella lettura da un'enorme finestra invadente, rischiamo di ottenere l'effetto contrario con la seria conseguenza che l’utente abbandonerà il sito passando alla concorrenza.
  • Facciamo in modo che la finestra venga visualizzata una volta soltanto per sessione, e non tutte le volte che l'utente apre la pagina o vi torna durante la navigazione. Sarebbe estremamente fastidioso e rischiamo di spazientire il lettore.
  • Evitiamo che il popup si apra immediatamente, aspettiamo almeno che l'utente scorra qualche riga o rimanga 10/15 secondi sulla pagina. Non dimentichiamo, infatti, che probabilmente non ci conosce affatto, e chiedere subito il suo indirizzo di posta elettronica prima ancora che abbia il tempo di capire chi siamo è alquanto azzardato.

Altra cosa importante: ricordiamoci di tracciare se e quanto sta funzionando il popup, e di adattare il testo in funzione del nostro target e dell'obiettivo che vogliamo ottenere.

Popup anti-abbandono

Se ne vedono davvero pochi in giro, ma potrebbe essere un valido "ultimo tentativo" prima dell'inevitabile uscita dal sito da parte dell’utente. In sostanza, il browser individua il movimento del mouse al di fuori dell'area di visualizzazione della pagina web e, a quel punto, fa scattare un popup anti abbandono. Cosa scrivere?

L'ideale sarebbe differenziare il messaggio a seconda della pagina dalla quale l'utente sta uscendo, per esempio nel caso del carrello, potrebbe essere utile convincerlo a guardare altri prodotti o scoprire le promozioni, se è la cassa forse non è convinto delle condizioni di vendita, ecc..., ma in generale la regola è quella di essere decisi, inutili frasi del tipo "ci dispiace, dacci ancora 2 minuti del tuo tempo!", ed efficaci, spiegare in modo chiaro all'utente perché dovrebbe continuare a navigare il sito, insomma dobbiamo cercare di persuadere l’utente a non abbandonare l’azione che stava facendo prima della chiusura.

Oppure hai ancora dubbi e semplicemente vuoi approfondire l'argomento? Contattami liberamente, senza alcun impegno, per un preventivo gratuito di consulenza personalizzata.

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L'autore

Mi sono laureato in informatica presso l'università degli studi di Milano. Da sempre mi occupo di informatica e programmazione.
Da qualche anno sono diventato un blogger e collaboro con alcune testate on-line.
Ho al mio attivo anche alcune pubblicazioni on-line.
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Alessio Arrigoni - CONSULENTE INFORMATICO - Via per Senna, 15 - 22070 Capiago Intimiano (CO) - Tel./Fax 031.461.335 - info@alessioarrigoni.it
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