mercoledì 11 aprile 2018

Come navigare sul web senza lasciare traccia

È solamente un caso che dopo aver effettuato una ricerca online su uno prodotto che vogliamo acquistare, spuntano pubblicità con le offerte del momento? Non proprio. Quando navighiamo online i nostri “movimenti” vengono tracciati e rivenduti alle compagnie pubblicitarie per creare dei banner basati sui nostri gusti.

Per lo stesso motivo, dopo aver visitato un sito di commercio elettronico dedicato ai vestiti, tutta la pubblicità che vedremo online mostrerà abiti, magliette e jeans in offerta. Questo fenomeno viene chiamato pubblicità tracciante e utilizza le abitudini di ogni singolo utente per creare delle campagne pubblicitarie ad hoc. Se all’inizio può sembrare un servizio molto utile per facilitare gli acquisti online, dopo un po’ inizieremo a capire che in realtà è la nostra privacy ad essere messa in pericolo. Ogni nostro singolo movimento online viene tracciato per migliorare il profilo che le aziende hanno creato su di noi.

Una situazione molto alla “Black Mirror”, ma che può essere attenuata utilizzando dei semplici strumenti. Se vogliamo mantenere anonima la nostra navigazione è possibile farlo. Basta utilizzare i giusti strumenti. Non sono sempre efficacissimi, ma perlomeno permettono di bloccare il tracciamento delle nostre abitudini online. Ecco come fare per navigare in anonimato senza lasciare traccia.

Utilizzare la modalità in incognito

Il primo trucco per navigare nell’anonimato è utilizzare la modalità in incognito presente in tutti i principali browser. Le pagine aperte nella modalità in incognito non vengono salvate nella propria cronologia o nell’archivio dei cookie. Lo stesso accade per le ricerche, molto semplicemente i motori di ricerca non le memorizzano. Purtroppo la modalità in incognito non funziona proprio al 100%. Infatti la navigazione rimane anonima solo in locale, mentre il proprio IP è ancora ben visibile e i provider sanno benissimo quali siti abbiamo visitato. Questo strumento è ottimo nel caso in cui si vogliono nascondere le proprie abitudini a chi utilizza il nostro computer, ma per quanto riguarda il resto è completamente inutile.

Utilizzare una VPN

Un altro strumento che si rivela molto utile per navigare in sicurezza è installare una VPN sul proprio computer. VPN è l’acronimo di Virtual Private Network e viene utilizzata soprattutto dalle aziende per proteggere i propri dati dall’attacco degli hacker. Utilizzando una VPN si crea una sorta di tunnel privato tra il computer e i server della VPN e difficilmente il pirata informatico riuscirà a intrufolarsi. Inoltre, le VPN sono utilizzate anche per mascherare la propria posizione reale e lasciare dei falsi indizi. Utilizzando la VPN insieme alla modalità in incognito si riesce ad aumentare le proprie possibilità di restare anonimi. Purtroppo anche la VPN non è efficiente al 100%. Ad esempio i provider sanno perfettamente quando un utente è connesso o disconnesso, nonostante l’utilizzo della VPN. Quindi, quando navighiamo, anche se protetti dalla VPN, dobbiamo essere consci che non saremo mai completamente anonimi.

Tor browser

Come avremo capito, navigare in totale anonimato non è per niente semplice. Se l’accoppiata VPN + modalità in incognito non ci ha soddisfatto, l’ultima carta da giocare è installare sul proprio computer o smartphone Tor browser. Si tratta di un browser che utilizza un sistema di comunicazione anonimo che rimpalla le richieste dell’utente (ricerche online, accesso a un sito internet) da una parte all’altra del mondo rendendo molto complicato alle aziende tracciare la navigazione online. L’unico pegno da pagare è il rallentamento nell’apertura dei siti web, ma per mettere in sicurezza i propri dati personali è possibile sopportare questo piccolo effetto collaterale.

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L'autore

Mi sono laureato in informatica presso l'università degli studi di Milano. Da sempre mi occupo di informatica e programmazione.
Da qualche anno sono diventato un blogger e collaboro con alcune testate on-line.
Ho al mio attivo anche alcune pubblicazioni on-line.
Tags: Browser, privacy, VPN
Articolo pubblicato sulle seguenti testate:
Software di recupero dei database di Microsoft Access
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